A Genova c’é una villa secentesca che ha attraversato nei secoli guerre, invasioni di soldataglie, nubifragi e la espansione urbanistica ottocentesca, è ancora lì dove fu costruita, immersa nel suo giardino romantico. La villa Balbi Durazzo Gropallo fu detta dello “Zerbino” perché originariamente la zona in cui sorse era incolta e piena di sterpi ( zerbi in lingua genovese da qui il toponimo), costruita tra il 1599 ed il 1603 fu realizzata come residenza estiva per i nobili Stefano e Giovan Battista Balbi. La villa si trova sulla collina sovrastante la centralissima piazza Corvetto ed ha un’architettura tipica alessiana, per i decori del piano nobile furono chiamati i più, diremmo oggi, ” cult” pittori frescanti del momento Domenico Piola e Gregorio De Ferrari, veramente bella ma quello che incanta è il suo giardino romantico restaurato nell’ottocento dall’architetto Andrea Tagliafichi, passeggiare tra i suoi alberi centenari e la sua peschiera accompagnati dallo stormire delle fronde e dal canto degli uccellini, lontani, eppur così vicini, dai rumori del centro città, é veramente emozionante ed alla fine ti trovi su una terrazza dalla quale vedi uno stupendo panorama di Genova e del suo mare. La Villa dello Zerbino è ora destinata a feste e rinfreschi realizzati da una nota ditta di catering genovese, unico neo c’è, secondo la tradizione, un fantasma che compare ogni 10 anni all’alba, brutto, lacero ed a Genova diremmo sùcido, che insulta l’incauto passante apostrofandolo con male parole, io questo rischio non lo corro, perché da quando sono in pensione di svegliarmi all’alba non mi passa neanche per la testa.

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