
Ai turisti che visitano Genova può capitare che, andando a vedere la splendida basilica di Santa Maria delle Vigne, attraversino una piccola piazza triangolare senza nessuna attrattiva, il nome ” piazza delle Oche” deriva dal fatto che in questo sito anticamente c’era un cortile dove liberamente scorrazzavano animali domestici e soprattutto oche, probabilmente di proprietà della famiglia dei Vivaldi che qui avevano numerosi palazzi; il luogo non ebbe nella storia della nostra citta alcuna rilevanza se non quella d’ospitare nel XIX secolo il signor Jacob Kock mercante tedesco di grano all’ingrosso, che fu zio del celeberrimo Albert Einstein il quale da Pavia, dove s’erano trasferiti i suoi genitori, andò a trovare lo zio a Genova, giungendovi a piedi attraverso la Val Trebbia. Albert arrivò a Genova nel 1895, aveva solo 16 anni , ma la sua vacanza genovese gli rimase per sempre nel cuore se dopo molti anni scrisse ad una sua amica genovese: “…ma Genova adesso, guardando il mondo con un certo distacco, quella vacanza non la dimentico…” Recentemente, dopo un iter burocratico infinito, é stata posta una lapide per ricordare che in questo sito non solo ci furono oche ma, sebbene solo per qualche mese ci dimorò anche uno dei più grandi geni della fisica.