I Sauli gente ricca come il mare

San Francesco in estasi – basilica di Santa Maria Assunta di Carignano ( Genova )

Prima che Gian Luigi Fieschi ordisse la famosa congiura per liberare la città di Genova dallo strapotere dei Doria, la famiglia nobile dei Sauli, residente sulla collina di Carignano, usava la chiesa dei Fieschi , da loro poco lontana, per assistere alla celebrazione della messa domenicale, orbene, un giorno una dama Sauli mandò ai Fieschi un valletto chiedendo che ritardassero la funzione religiosa perché non era ancora pronta per uscire e pare che i Fieschi le abbiano risposto: ” Se vuoi fare i tuoi comodi costruisciti una chiesa per conto tuo”. Pare che da questo sgarbo sia nata l’iniziativa da parte dei Sauli di costruire una basilica che, con la sua magnificenza, avrebbe fatto crepare d’invidia quei maleducati dei Fieschi. Per il progetto fu incaricato Galeazzo Alessi da Perugia, i lavori iniziarono nel 1552 e si protrassero per molti anni, per la sua realizzazione furono spesi più di 100.000 scudi d’oro, grandi artisti dell’epoca, furono chiamati per abbellirla e tra questi un pittore emiliano Giovan Francesco Barbieri più noto con il suo soprannome ” Guercino ” ( Cento 1591 -Bologna 1666) che dipinse una pala d’altare con uno splendido San Francesco. Risultando la pala troppo piccola per il sito dove doveva esser posta, fu chiamato il pittore genovese Domenico Piola per dipingere gli sfondi, all’attento osservatore non può sfuggire questa extension che peraltro fu realizzata con rara perizia.

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UN’ARTISTA SENESE PER CELEBRARE LA MADONNA DEL MONTE

Nell’anno del Signore 935 i saraceni fecero diverse incursioni a Genova in una delle quali saccheggiarono e misero a ferro e fuoco la città. Si narra che la popolazione che era riuscita a mettersi in salvo sulle alture, vide una luce soprannaturale accendersi su un monte posto alle spalle della città in fiamme, tutti gridarono al miracolo e quando nel 958 re Berengario II e suo figlio Adalberto riconobbero privilegi ed autonomie alla città, in segno di ringraziamento alla Madonna, consacrarono il monte che avevano visto illuminato alla Madre di Cristo. Una prima cappella fu edificata nel 958 poi ampliata nei secoli successivi sino ad arrivare ai primi anni del XVII secolo quando iniziarono i lavori di ristrutturazione della chiesa che prese l’aspetto attuale in stile barocco. La cripta, insieme al coro soprastante, fu costruita nel secondo decennio del ‘600 su iniziativa della famiglia Saluzzo che ne acquistò il patronato ed il diritto di sepoltura, nel 1630 fu posta sull’altare la statua lignea della Madonna del Monte attribuita allo scultore senese Francesco di Valdambrino ( 1375 c. -1435 ) discepolo di Jacopo della Quercia, gli affreschi della volta, che illustrano episodi della vita della Vergine, sono di Gio. Andrea Ansaldo pittore Voltrese ( 1584-1638). Il paliotto dell’altare non è quello originale che fu rubato, pardon disparu, nel periodo della dominazione napoleonica, l’ attuale è opera di G.B. Semino.