STORIA D’UNA FONTANA ERRANTE

piazza colombo

A Genova la fontana posta al centro di Piazza Colombo venne progettata nel 1643 da Pietro Antonio e da Ottavio Corradi, la grande vasca  inferiore  è modanata a segmenti e curve ricorrenti  dalla quale mascheroni  gettano acqua in contenitori sagomati a demì lune  che anticamente servivano per abbeverare i cavalli  che trasportavano su carri merci e derrate alimentari in porto, sopra di questa, quattro delfini legati per la coda dalle cui nari zampilla l’ acqua,  sostengono quattro sirene opera dello scultore Giobatta Orsolino, all’ apice  è una coppa marmorea abbellita da una Fama alata che suona un nicchio opera dello scultore Jacopo Garvo che la realizzò nel 1673.  Come molti monumenti genovesi anche questo antico barchile ( fontana) aveva una diversa collocazione, la fontana si trovava nella zona di Ponte Reale vicino a Palazzo San Giorgio.  Nell’atrio d’ una casa del quartiere di Carignano,  in via Ilva, vi è un affresco realizzato presumibilmente negli anni 60 del secolo scorso preso da un’incisione ottocentesca,  che ben rende l’ idea di come dovesse apparire questa fontana nella sua collocazione originale.

fontana del porto antico orsolino

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“SIBERIA” UNA PORTA INDIMENTICABILE

porta siberia bis

L’antica porta del Molo detta anche “Porta Siberia” originariamente si chiamava “Porta Cibaria” perché attraverso questo varco transitavano le derrate alimentari che venivano sbarcate dai vascelli e quelle in partenza per altri lidi. La porta, superlativo esempio d’architettura militare, fu ideata nel momento di passaggio dalle armi da lancio a quelle da fuoco, fu pensata con la forma d’una tenaglia e faceva parte della cerchia di mura del XVI secolo progettata dall’architetto perugino Galeazzo Alessi. Oggi il complesso è sede del museo Emanuele Luzzati per il quale, a mio avviso, si poteva trovare un sito più consono, mentre gli interni della poderosa fortificazione in cui è inserita la porta, potevano essere mostrati come dovevano apparire nel ‘500, con cannoni, colubrine e magari figuranti vestiti come soldati dell’ epoca summenzionata, che sicuramente avrebbero attirato i turisti in visita al porto antico come mosche sul miele.  Con il passare dei  secoli quest’area è stata letteralmente stravolta, soprattutto con gli interramenti che hanno fatto arretrare il mare d’un centinaio di metri, se siete curiosi di vedere come doveva apparire la Porta del Molo in origine, ebbene a Genova in via Ilva vi è un affresco nell’atrio d’un palazzo in cui un anonimo  artista dipinse nella seconda metà del secolo scorso la porta Siberia da una incisione del XIX secolo.

porta siberia

UN MONUMENTO PER UN CHIRURGO

g.navone bis

Nel Cimitero Monumentale di Staglieno (GE), nel settore contraddistinto dalla lettera A,  al n. 28 troviamo il monumento funebre eretto in memoria del chirurgo Luigi Pastorini. L’ artefice di questo gruppo marmoreo fu Giuseppe Navone ( Genova 1855 – 1917 ) che dalla scuola scultorea funebre  del” Realismo Borghese ” cioè a dire una visione molto realistica del defunto, approdò nella sua maturità artistica ad una visione più ” Simbolista”. I Simbolisti avevano come obiettivo quello di cogliere la spiritualità di tutto ciò che esiste nella realtà ma non è  materialmente visibile, praticamente la rappresentazione di idee per mezzo di forme come per esempio in questo monumento funebre dove il Nostro concepì nel marmo una complessa allegoria: due figure femminili alate, che rappresentano rispettivamente la personificazione della Medicina e della Magnificenza, distribuiscono ricchezze  ad una suora che stringe tra le sue braccia un bambino malato. La suora cappellona è emblematica dell’ assistenza ai  bisognosi e dei diseredati, il busto del defunto è posizionato all’ apice del monumento per attestarne l’ importanza ed il valore.