Il “Museo” fonte d’ispirazione e di bellezza

Vi confesso che sin da bambino fui affascinato dalla “storia” e molto meno dalla matematica, della storia soprattutto amai, più che le date e gli accadimenti, i personaggi e le cose che, con l’immaginazione, mi consentirono di tornare indietro di secoli e tra le cose, le sculture, i mobili ed in particolare i dipinti. Avendo in vita mia visitato tantissimi musei e gallerie d’arte, mi permetto di darvi un consiglio che vi aiuti ad apprezzare di più le opere d’arte che vedrete esposte alla vostra fruizione, tanto non fate, come purtroppo molti fanno, di cercare di vedere tutto, il risultato sarà che, dopo l’ennesimo dipinto esaminato, non riuscirete a mettere a fuoco più niente, il livello d’attenzione scenderà e le ultime sale le percorrerete velocemente guardando distrattamente a destra e a sinistra per vedere dove è l’uscita, ecco, a mio avviso, questo sistema di visita é assolutamente da evitare, allora é meglio una bella gita in campagna o nei boschi, visto che pare sia un anno eccezionale per la raccolta dei funghi, invece, ritornando al nostro ” museo ” voi dovete sapere in primis cosa andare a vedere e in secundis, scegliere due o tre opere d’arte e quelle esaminarle con calma, cercando di capire i perché ed i per come l’artista abbia voluto dipingere il soggetto rappresentato. A Genova non ci possiamo lamentare, in città abbiamo splendidi musei e, tutti quanti, hanno dipinti che ci fanno ricordare chi fummo e quale importanza ebbe nel mondo la nostra Serenissima Repubblica. Per dimostrare quanto vi ho scritto, ho fotografato un dipinto della spettacolosa Galleria Nazionale di Palazzo Spinola di piazza Pellicceria, incastonata come un raro gioiello nel centro storico della nostra città. Il dipinto rappresenta il marchese Anton Giulio II Brignole Sale ( 1673 -1710 ) e fu realizzato nel 1704 dal celeberrimo pittore ritrattista francese Hyacinte Rigaud ( Perpignan 1659- Parigi 1743 ) dipinto firmato e datato. Il marchese lo commissionò al Rigaud a Parigi dove i si trovò per negoziare con il re Luigi XIV la liberazione di alcuni ufficiali piemontesi. Il ritratto cerimoniale, pur essendo un genere lucrativo per eccellenza, non era considerato un gran che nella scala delle preferenze dei generi pittorici, una via di mezzo tra il “grande stile ” comprendente i dipinti storici e la scena di genere. Rigaud fu uno dei massimi interpreti francesi della ritrattistica cerimoniale, per i suoi dipinti si faceva pagare profumatamente, in questo ritratto la prima cosa che ci colpisce sono la ricchezza delle vesti, la resa psicologica del personaggio rappresentato è eccezionale, ispira sicurezza, calma e tranquillità, il suo sguardo volge a sinistra del riguardante, facendo ciò gli impedisce di sentirsi coinvolto nel suo mondo ma di essere soltanto un semplice spettatore.

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