Una “scacchiera” in Cattedrale

La Cattedrale di san Lorenzo a Genova fu consacrata nel 1118 da papa Gelasio II ma, per a verità, del tempio esisteva solo un altare circondato da un’area destinata alla preghiera. La sua costruzione venne portata avanti nel corso del XII secolo ma, come accadde per molte cattedrali, i lavori si protrassero per molto tempo, tanto da cambiare lo stile della costruzione da “romanico ” a “gotico “. Artefici di quest’opera furono i ” Magistri Antelami ” un gruppo di maestranze lombarde attive non solo a Genova ma anche in Italia ed in Europa tra il XII ed il XVI secolo. Gli Antelami derivarono il loro nome da ” Antelamus ” un toponimo che indicava una valle posta tra il lago di Como e quello di Lugano oggi chiamata Val d’ Intelvi. Ora dovete sapere che questi abili architetti, carpentieri e lavoratori della pietra, avevano l’abitudine di riciclare quello che restava degli antichi monumenti romani inserendoli nelle nuove costruzioni, così è facile ritrovare nelle nostre chiese colonne e capitelli di reimpiego provenienti da templi pagani e, parlando della nostra cattedrale, marmi provenienti da urne sepolcrali d’epoca romana probabilmente presi da un antico cimitero che era posto dove fu eretto questo tempio, però quello che si scorge guardando la parete del lato sinistro d’una delle due torri, quella rimasta incompiuta per intenderci, lascia interdetti, sotto una grande finestratura si scorge chiaramente una ” scacchiera ” incassata nella parete. C’é una leggenda che ci é stata tramandata nella quale si narra che il mercante Megollo Lercari sfidò a scacchi un cortigiano di Trebisonda di nome Andronico, vinse la partita e Andronico infuriato dello scacco matto ricevuto, insultò il Lercari il quale si alzò e gli rifilò un calcio nel sedere, dopo di che, per imperitura memoria del fatto, nel 1314 fece murare la sua scacchiera sulle pareti della cattedrale.

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