IL SORRISO D’UN BAMBINO DI PIETRA

Ci sono dei giorni nella vita in cui cerchi di fare un bilancio del tuo vissuto ed i conti non ti tornano mai, pensi alle cose che potevano essere e non sono state , pensi alle occasioni perdute ed alle persone che hai amato e non sono più ed allora ti prende una malinconia che ti fa star male. La scorsa settimana m’é arrivato addosso uno di quei giorni, di solito, quando mi succede, vado in un posto della mia infanzia dove sono stato felice, quel giorno andai al Poggio della Giovine Italia, mio zio mi ci portava sempre da bambino in questo piccolo belvedere immerso nel verde di palmizi dal quale si vede un tratto di costa di Genova verso la Foce del torrente Bisagno. Il sito, che versava in condizioni pietose, m’era stato detto che sarebbe stato restaurato….arrivato lì sono rimasto basito….al centro dell’aiuola principale c’é un masso preso sul Monte Grappa a ricordo dei migliaia di giovani soldati italiani caduti nella prima guerra mondiale, il masso c’é ancora ma qualcuno ha rubato l’elmetto d’un soldato ignoto che era stato messo all’apice della pietra, tutte le aiuole erano infestate da erbacce e spazzatura di variegata natura, sui muri gli immancabili graffiti dei soliti idioti, alcune palme eran state decapitate delle loro chiome, perché suppongo malate e svettavano verso il cielo come colonne d’un tempio in rovina, in quella desolazione, io solo con le mie paturnie. Mi fermai lì qualche istante a guardare il mare e pensai che forse mi sarebbe bastato il sorriso d’un bambino per superare tutta quella bruttezza, dopo di che mi avviai verso la discesa che porta al piazzale di San Francesco, fu allora che lo vidi, era lì da chissà quanti anni ma non l’avevo mai notato, mi dava le spalle suonando un flauto, la statua d’un bambino di pietra corroso dal vento di mare e dalla salsedine mi diede un’incomprensibile sensazione di tranquillità e di serenità e forse anche il sorriso che andavo cercando.

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