
….A pochi passi ammirasi la grande e maestosa porta della città, detta di Sato Stefano dell’Arco, architettata d’ordine dorico in travertino da Taddeo Carlone (*), con sopra la statua in marmo del santo protomartire del medesimo autore. E’ qui il principio del colle di Carignano che, col mezzo appunto d’un ponte a tre archi elevatissimo sopra la porta anzidetta situato, col colle attiguo di Santo Stefano ammirevolmente congiungesi… Così descriveva la Porta degli Archi un anonimo viaggiatore del 1818. la Porta costruita nel 1536, faceva parte della sesta cinta muraria eretta nel XVI secolo, la Porta degli Archi detta anche di Santo Stefano era originariamente collocata dove ora sorge il maestoso Ponte Monumentale ed univa la via Giulia con la via della Consolazione ora sostituite dalla bella via XX Settembre, una volta bellissima con le sue boutique, i suoi teatri ed i suoi cinema, ben cinque, che oggi non ci sono più. La porta da dov’era venne smontata e ricostruita in cima a via Banderali nel 1896 e lì la vidi io per la prima volta scendendo da Carignano con destinazione gli stabilimenti balneari San Giuliano di Corso Italia, avevo circa 6 anni , mia madre mi teneva per mano perché aveva paura delle auto, per la verità a quel tempo non molto numerose, che percorrevano quella stretta via, restai a bocca aperta guardando quel varco maestoso sormontato da una statua d’un uomo che mi parve piccino, così incuriosito chiesi a mia madre se quello gnomo fosse il guardiano della Porta e lei sorridendo mi rispose che non si trattava d’uno gnomo ma d’un santo.
(*) Taddeo Carlone ( Rovio 1543 – Genova 1615 ) fu uno scultore ed architetto ticinese della scuola tardo manierista, la sua famiglia si trasferì a Genova nel 1573 ed ebbe grande notorietà nella nostra città dove restano importanti opere realizzate per grandi Committenti, di Taddeo cito per esempio la Fontana del Nettuno posta nel giardino all’italiana della villa del principe Andrea Doria.
