IL LAZZARETTO DI GENOVA

foce

Molti anni fa, nella zona della foce del torrente Bisagno esisteva il “Lazzaretto”, era una grande costruzione, ora non più esistente, dove venivano ricoverati gli appestati ma non solo …. anche coloro che potevano ipoteticamente avere contratto il morbo venivano rinchiusi in questo edificio in quarantena, una specie di Ellis island che lo stato di New York aveva predisposto per gli immigrati, i genovesi lo avevano predisposto per i malati; a chi risultava impestato nel periodo in cui era ospitato nel lazzaretto veniva interdetto l’ ingresso nella città. Le camere dove soggiornavano gli “ospiti” non dovevano essere un gran che letta la descrizione che ne fece Jean Jacques Rousseau nel 1743, anch’egli ricoverato nella struttura. In un brano delle ” Confessioni” lo scrittore racconta della sua singolare esperienza. Rousseau s’era imbarcato a Tolone ma il vascello su cui navigava fu fermato da un’unità inglese proveniente da Messina dove infuriava una grave pestilenza, sicché, giunto a Genova, fu internato nel Lazzaretto, nella sua stanza non c’era alcun mobile, ne un tavolo, ne una sedia e neppure un pagliericcio su cui potersi sdraiare, Rousseau scrisse che, dopo essersi liberato dalle pulci che lo avevano infestato sulla nave, si costruì un materasso con i suoi abiti e le sue camicie, con varie salviette cucite insieme si fece un lenzuolo, con la vestaglia una coperta, con il mantello arrotolato un cuscino, un sedile con la sua valigia e con la seconda valigia posata sul fianco una tavola, oltre alla lettura dei libri che aveva portato con se, poteva ogni giorno fare una passeggiatina nei contiguo cimitero. Rousseau non tornò mai più a Genova nessuno ha mai capito perché.

LAZZARETTO                                                                     D. Del Pino – G.Piaggio  veduta del Lazzaretto alla Foce dalle Mura della Strega                                                                        1818 ( incisione policroma )

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