
Nel centro storico di Genova e più precisamente in piazza San Lorenzo dove inizia la via di Scurreria la nuova, c’é una bottega che é lì da soli 224 anni, più che una bottega un’istituzione quella della famiglia ” VIVARA “, lì potrete trovare una vasta esposizione di Mezzari o Mezzeri che dir si voglia, ma cosa sono i Mezzeri genovesi? Il Mezzero trae la sua origine dagli antichi tessuti indiani detti ( palampores ) che furono fatti conoscere agli europei dalla Compagnia delle Indie Orientali a partire dal XVII secolo. In Italia e , particolarmente a Genova, dove le navi provenienti dalle Indie fecero scalo, il mezzero ebbe un successo enorme di pubblico per la sua leggerezza, per le sue tinte variegate e per la sua versatilità in utilizzo, da copriletto ad arazzo, oppure come scialle da indossare coprendo il capo, ciò é evidente in numerosi dipinti e stampe dell’epoca e persino nelle memorie di Giacomo Casanova, che soggiornò nella nostra città nel 1761. A seguito di questa moda sorsero in città diverse fabbriche manifatturiere che lavoravano i mezzeri adattando i disegni tradizionali indiani ai colori ed al gusto italiano. I Mezzeri che oggi vengono proposti dai Vivara si richiamano alla più bella tradizione indo- genovese, la maggior parte ha nel suo disegno l’albero della vita declinato poi in numerose varianti, come in quello splendido mostrato nella foto dove si scorge dietro l’albero il porticciolo di Portofino. Essendo curioso per mia natura, ho letto la storia di questa famiglia proveniente da Né ,un paesino dell’entroterra di Chiavari, e ho ammirato la determinazione di questa nel resistere a guerre, carestie, disgrazie e disavventure di tutti i generi rimanendo sempre fedele alla loro storia ed alla, diremmo oggi, resilienza mostrata con dignità e fierezza, perché alla fine la “Famiglia ” è quella che ci da la forza di vivere la nostra vita, a tal proposito pubblico una poesia che ho letto alla fine del libro scritto da S. Rebora sulla ditta “Giovanni Rivara fu Luigi “.
La famiglia ha in sé un elemento di bene/ raro a trovarsi altrove, la durata./Gli affetti vi si estendono intorno lenti, inavvertiti/
ma tenaci e durevoli siccome l’edera intorno alla pianta;/vi seguono di ora in ora/s’immedesimano taciti con la vostra vita/
Voi spesso non li discernete, perché fanno parte di voi/ma quando li perdete,/sentite come se un non so che d’intimo,/
di necessario al vivere vi mancasse.