DA ARMAIOLI A RISTORATORI

Nel centro storico di Genova c’é un ” caruggio ” con un nome singolare “Canneto il lungo “, il toponimo deriva dal fatto che anticamente qui scorreva un rivo che aveva folti canneti sulle sue due sponde, quest’area nel medioevo era contraddistinta da numerose botteghe di spadai ed armaioli ora del tutto scomparsi, queste botteghe avevano solitamente nei loro fondi dei magazzini dove conservavano la merce o i laboratori dove rifinivano i manufatti. Oggi percorrendo questo lungo caruggio sono arrivato ad una graziosa piazzetta detta ” Dell’Amico ” dove c’é una trattoria in cui si possono gustare prodotti della cucina ligure o anche un semplice aperitivo, ci sono tavoli all’aperto e anche i “fondi ” sono predisposti per la ristorazione. Non so dirvi se il cibo é buono, mi riprometto di andarci e poi ve lo saprò dire, il personale é giovane e simpatico. Ops! dimenticavo il locale si chiama ” Il Tondin” se qualcuno c’é già stato ci racconti la sua esperienza ed io lo ringrazio anticipatamente anche a nome dei miei 4 lettori.

STORIA D’UN ALBERO MALEDETTO

Nell’anno del Signore 2001 segnalai alla polizia locale ed all’Azienda Servizi territoriali Genova, che un albero nato sul ciglio del muraglione sovrastante la scalinata di San Bartolomeo, stava danneggiando la struttura muraria provocando distacchi di pietrisco che avrebbero potuto provocare danni a cose e persone. In quell’occasione, mi fu assicurato che, data l’incontestabile pericolosità del sito, sarebbero intervenuti con immediatezza, infatti l’albero fu tagliato ma dalle sue radici ne nacque un altro. Siamo nel terzo millennio e oggi, nel giugno 2026, la situazione sarebbe comica se non fosse drammatica per una donna invalida che ha come unica uscita in strada un cancello posto a metà di questa scalinata, l’albero é stato tagliato nuovamente, ma il muraglione ammalorato e pericolante non é stato riparato, il perché ce lo ha piegato un poliziotto, pare che ci sia un rimpallo di responsabilità tra il Comune e la Curia che sarebbe proprietaria della piazzetta dove nacque l’albero perché facente parte del sagrato della chiesa di san Bartolomeo degli Armeni. finale della storia , la polizia locale ha transennato l’area “pericolosa” e da tre anni la situazione non é cambiata; da tempo, la signora anziana che, per sua sventura, abita a metà di questa scalinata, avendo difficoltà motorie, per poter salire le scale le abbisogna un corrimano che , disgraziatamente, rimane proprio dalla parte della scala che é stata transennata, é vero si tratta solo d’una persona che per salire in corso Solferino deve chiedere aiuto a qualche passante volenteroso che la possa aiutare a salire le scale, però nella “Smart City “immaginata dalla nostra sindaca Salis, io non riesco a comprendere come si possa tollerare tutto questo, e poi c’é un antico detto che dice . ” Chi salva una persona salva tutto il mondo”.