DA CASA MAZZINI A CASA DEI GENOVESI

A Genova, in via Lomellini, il Museo del Risorgimento italiano ha un nuovo look, merito di chi ha amato questo sito dimenticato dai più e della Fondazione della Compagnia di San Paolo che ci ha messo l’anima e le “palanche ” per creare un nuovo polo museale moderno e godibile non solo dai cittadini normodotati, ma da tutti quanti, per questo, giustamente, l’assessore alla cultura del comune di Genova lo ha definito non tanto Casa Mazzini ma Casa dei Genovesi. In questa casa, vicinissima all’oratorio di san Filippo, capolavoro del rococò genovese, nacque nel 1805 Giuseppe Mazzini e vi soggiornò sino a quando diventò un patriota fuggiasco, ricercato non solo dalla polizia austro ungarica ma anche da quella sabauda che avrebbero voluto volentieri vederlo penzolare da una forca. Casa Mazzini é oggi non solo un polo museale, ma anche un centro di studi e di approfondimento della storia dei genovesi, partendo dalla sassata che un mitico ragazzino detto ” Balilla ” tirò sulla zucca d’un soldato austriaco che voleva costringere alcuni passanti a spostare un pesante mortaio impantanato nel quartiere di Portoria nel 1745, alla resa dei tedeschi a Genova nel 1945. Il 30 Settembre di quest’anno c’é stata l’inaugurazione di Casa Mazzini ed in quell’occasione é stato eseguito un brano musicale composto dal Nostro e più precisamente ” Il canto delle mandriane bernesi ” eseguito da José Scanu alla chitarra e dal violinista Andrea Cardinale, così, per chi non lo sapesse, oltre che un fervente patriota ed un rivoluzionario, Mazzini fu anche un chitarrista ed un compositore di musica.

Nella foto, un dipinto olio su tela del pittore Pièrre Paul Comba ( 1833- 1872 ) che rappresenta un episodio della battaglia di San Martino avvenuta nella seconda guerra d’indipendenza, un chiarissimo esempio di pittura storico-patriottica ottocentesca visibile nel museo.

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