“ANTON VAN DICK L’EUROPEO” UNA MOSTRA COI FIOCCHI

Al Palazzo Ducale di Genova é visitabile questa importante mostra sul pittore Van Dick, ma europeo perché? perché il suo genio é maturato attraverso le esperienze che visse in prima persona nelle Fiandre quale allievo del grande Rubens, dove fu accettato come ” Magister ” nella prestigiosa Accademia di San Luca all’età di soli 19 anni, in Italia dove soggiornò dal 1621 al 1627 e soprattutto a Genova dove la ricca classe nobiliare gli commissionò i propri ritratti e dei famigliari ed infine a Londra dove il sovrano Carlo I lo nominò pittore di corte, cosa che non gli portò grande fortuna visto che di lì a poco, il re, essendo stato sconfitto nella guerra civile dai “Puritani ” capitanati da Oliver Cromwell, fu decapitato sulla pubblica piazza. La mostra, giustamente, mette soprattutto in risalto la sua bravura come ritrattista, la sua eccezionale capacità di cogliere, oltre che l’aspetto fisionomico dei personaggi rappresentati, anche quello psicologico; i ritratti sembrano quasi capaci d’uscire dalle cornici in cui li ha costretti l’artista per colloquiare con gli astanti che stupiti li guardano incantati dal basso, gli occhi poi sono impressionanti, non sembrano realizzati ad olio su tela ma da un’alchimia sconosciuta che li rende vivi. La mostra é articolata sulle ” tre stagioni ” distinte del grande pittore. Io mi limiterò a parlarvi d’un dipinto allegorico che mi ha colpito più degli altri: “Le Tre Età Dell’Uomo “, questo capolavoro fu realizzato in Italia tra il 1625 ed il 1627 , le età dell’uomo sono impersonificate da tre personaggi, il bambino dormiente ed inconsapevole del suo destino rappresenta l’infanzia, l’uomo armato che appare conscio della propria baldanza sorridente ad una donna che reca rose nelle sua mani simbolo d’amore, rappresenta la maturità, il vecchio canuto a sinistra indicante con la mano destra qualcosa, forse un progetto che avrebbe voluto portare avanti e non ha portato a termine o forse semplicemente la via da seguire uscendo di scena é la vecchiaia .Concludendo é un dipinto che fa pensare a quanto aveva scritto un certo Lorenzo di Firenze: ” Quant’é bella giovinezza/ che si fugge tuttavia!/ chi vuol esser lieto, sia/ di doman non c’é certezza”.

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