UNA PRIGIONE DORATA

palazzo ducale 2 (2)

Il palazzo Ducale era la residenza del Doge della Serenissima Repubblica di Genova, dal momento della sua investitura aveva inizio il suo obbligo a non uscire dal palazzo, nel corso di un anno gli era consentito uscire solo in cinque occasioni o in casi eccezionali, in quel frangente occorreva un decreto del Senato per poter lasciare il palazzo, questa regola mirava ad ottenere che il Doge non si distraesse dalla cura del governo..concludendo un vero e proprio prigioniero di stato che oltretutto era soggetto a grandiose spese di rappresentanza che erano tutte a suo carico ( proprio come avviene oggi nella politica ) per l’ altissimo onore che gli era stato riservato eleggendolo all’ alta carica. Dopo la designazione fatta da un congresso di massimi dignitari, il nuovo Doge, che  dopo la riforma voluta da Andrea Doria restava in carica per due anni, in gran pompa doveva giurare con la mano destra sul Vangelo che bene avrebbe operato nel solo interesse della Patria e solo allora veniva riverito da tutti i dignitari laici e religiosi, dopo di ché, sempre a sue spese, organizzava un grande ricevimento a cui erano invitati i nobili ed i senatori nonché gli alti prelati, anche il popolino poteva presenziare ai festeggiamenti però a loro non veniva offerto neppure un bicchiere d’ acqua come oggi farebbe la “Protezione civile “.

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