LE PORTE DELLA SALA DORATA

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Nella metà del XVI secolo il ricchissimo Tobia Pallavicino si fece costruire a Genova in Via Nuova      ( ora via Garibaldi) uno stupendo palazzo progettato da Giovanni Battista Castello detto “Il Bergamasco”, che oltre ad essere architetto fu anche pittore (  lui fu l’artefice degli affreschi sul soffitto dell’ingresso ) . Tobia aveva fatto la sua fortuna avendo ottenuto il monopolio del commercio dell’allume di Tolfa che al tempo era una sostanza imprescindibile per la conservazione dei pellami. Nel 1704 il palazzo fu acquistato dalla famiglia Carrega che diede il via ad una serie di lavori di ristrutturazione e d’ampliamento affidando la decorazione a Lorenzo De Ferrari                ( Genova 1680 c. – 1744)  che qui coadiuvato da Diego Carlone per gli stucchi, creò il suo capolavoro “La Galleria Dorata”,  un ambiente raffinato e particolare per la sua unicità, infatti in questo salone gli affreschi del Nostro mediati dall’Eneide di Virgilio, il mobilio e le suppellettili formano un unicum di grazia e bellezza, il top del barocchetto genovese. Ma, purtroppo, le cose belle piacciono e sono oggetto di rapina,  così due splendide porte in specchio e bronzi dorati ed una consolle sono solo copie delle originali che furono portate a Parigi nel XIX secolo e lì ancora oggi custodite.

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