IL FORTE CHE C’E’ MA NON SI VEDE

Per coloro che giungono a Genova per la prima volta ed amano passeggiare vicino al mare, consiglio la ” promenade des genoises” corso Italia, che dalla foce del torrente Bisagno arriva sino all’antico borgo di Boccadasse, sono poco più di due chilometri che si percorrono piacevolmente con i suoi locali di fronte al mare, non molti a dire la verità e con gli stabilimenti balneari, alcuni dei quali come il “Lido “, con una storia alle spalle di tutto rispetto. A circa metà percorso, se volgerete lo sguardo a monte, vedrete dei ruderi circondati da arbusti della macchia mediterranea, i più non ci faranno caso e guarderanno altrove, pensate invece che quei ruderi custodiscono storie e segreti, alcuni dei quali é meglio dimenticare, lì infatti sorgeva il forte di San Giuliano ultima barriera ai nemici di Genova provenienti da Levante. La prima fortificazione in zona risale al 1745, la cosiddetta batteria Sopranis il cui nome derivò dal fatto che i terreni appartenevano ai nobili Sopranis, il forte invece fu costruito dal 1826 al 1836, in esso potevano essere alloggiati 380 soldati ai quali se ne potevano aggiungere oltre 900 sulla ” paglia ” e con questo termine ho paura che i confort per i militi dovevano proprio essere all’osso, in compenso l’artiglieria era di tutto rispetto: sette cannoni da 16, tre cannoni da 8 , 7 obici lunghi, un petriero e 20 cannoncini. Durante i moti del 1849 il forte fu occupato dagli insorti che s’erano ribellati ai Piemontesi, ma il comandante della guarnigione li tradì e i rivoltosi dovettero riconsegnare ai soldati di Vittorio Emanuele II il fortilizio sfilando innanzi a loro disonorati e disarmati. Durante l’ultimo conflitto mondiale, nel forte vennero installati otto cannoni da 76/45 per la contraerea, ma più che per la difesa della città, il forte diventò tristemente noto perché qui venivano portati i cosiddetti “ribelli al regime ” torturati e fucilati. l’area dal 1948 fu assegnata alla Regione Carabinieri Liguria e dal 1995 la caserma retrostante diventò sede del comando provinciale dei Carabinieri di Genova.

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