L’ARABA FENICE GENOVESE

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A Genova, prima che fosse costruito il ponte monumentale alla fine dell’800, quando esisteva al suo posto la porta di Santo Stefano, nota ai più come porta degli  Archi che consentiva l’accesso alla città dalle cinquecentesche mura progettate dall’Alessi, la via XX Settembre non esisteva ancora, si chiamava via Giulia e nel secondo tratto, superato il fornice della grande porta, si restringeva notevolmente sino ad arrivare a Piazza San Domenico, l’ attuale Piazza De Ferrari. In quel tratto di strada esisteva una chiesa costruita nel 1650 per desiderio del nobile genovese  Gio Tomaso Invrea  dedicata alla Nostra Signora del Rimedio, che per esigenze urbanistiche fu demolita nel 1896. Fino a qui nulla di nuovo sotto il sole, i genovesi, per mancanza oggettiva di spazio, erano specialisti nel demolire e ricostruire , alcune volte con risultati abbastanza discutibili. Bene chi non conosce il mito dell’ araba fenice che giunta alla fine della sua vita bruciando rinasceva dalle sue  fiamme? ebbene questo tempio nel 1899 fu ricostruito così com’era in Piazza  Alimonda indimenticabile nella memoria collettiva per i tragici accadimenti del luglio 2001 durante il G8 di Genova.

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