IL DISCEPOLO CHE SUPERO’ IL SUO MAESTRO

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Gregorio De Ferrari nato a Porto Maurizio ( Imperia ) nel 1647 dopo un alunnato dal Fiasella durato un lustro, soggiornò a Parma nel periodo che va dal 1669 al 1673, lì conobbe il Baciccio ed i dipinti del Correggio che su di lui ebbe un’ influenza riscontrabile in molti dei suoi lavori di frescante. Il suo barocco personalissimo, pur essendo talvolta simile a quello del suocero e suo maestro  Domenico Piola, si staccò decisamente dallo stile di quest’ ultimo per arrivare ad un rococò d’ una luminosità diffusa dove i personaggi sono proiettati in spazi aperti movimentati  in maniera convulsa e vertiginosa dalla sua vibrante pennellata.  A partire dal 1686 Gregorio è impegnato con il Piola nella decorazione del secondo piano nobile del palazzo Rosso di Genova per la committenza di Gio Francesco I Brignole – Sale, nel salotto con sulla volta affrescata ” L’ allegoria della Primavera” realizzata da lui, trionfano al centro dello spazio incorniciato dagli stucchi di Giacomo Maria Muttone la dea Venere, che con atteggiamento seducente trionfa su Marte dio della guerra, mentre Eros a  cavallo d’ un cigno da fuoco ad alcune fiaccole e tutto intorno ninfe e putti festanti giocano tra i fiori.

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