STORIA D’ UN RAPIMENTO RAPITO

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Uno dei capolavori più significativi dell’ arte pittorica del periodo barocco a Genova è il celeberrimo ” Ratto di Proserpina ” di Valerio Castello ( Genova 1624 – 1659 )  conservato nel Palazzo Reale in via Balbi. Il dipinto acquistato dalle Regie Finanze nel 1821 per arredare una sala dell’ antico palazzo Balbi Durazzo comprato da casa Savoia per farne la loro sede di rappresentanza, fu requisito nel 1929 dall’allora ministero per l’ Educazione Nazionale e collocato a Roma in Palazzo Madama dove restò per quasi settant’anni. Il grande dipinto ( cm. 147 x cm. 217 ), grazie all’interessamento di Luca Leoncini allora conservatore di Palazzo Reale di Genova, fu restituito nel 1996  e ricollocato nella Sala delle Udienze dove il sovrano riceveva dignitari, ambasciatori e coloro ai quali era stata accordata udienza. L’ iconografia si rifà ad uno dei miti dell’ antichità classica: Proserpina figlia di Cerere  dea delle messi venne rapita da Plutone dio degli inferi che si era innamorato di lei dopo che  Proserpina  rifiutò inorridita le sue avances perché di sposare il dio del regno dei trapassati  non ne aveva nessuna voglia, né aveva voglia di passare tutta l’ eternità nel suo regno oscuro. Chi scrive riusci a reperire in una prestigiosa   mostra d’ antiquariato di Firenze un bozzetto dell’ opera sopra descritta.

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