UN INDIMENTICABILE NINFEO

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“Barocco” era una parola  all’inizio usata in senso dispregiativo, in portoghese Barroco era un termine usato per indicare  una perla irregolare, malformata insomma, Baroque nel dizionario della Academie (1694) significava una cosa stravagante e bizzarra,  eppure lo stile barocco, nato a Roma come reazione alla riforma Luterana, fu l’ ultimo stile che ebbe valenza europea, la sua mission fu “stupire” e nell’architettura si realizzò con opere che ancora oggi riescono a catturare l’attenzione anche del più distratto visitatore. In via Garibaldi a Genova l’ atrio di Palazzo Lomellino è impreziosito da un ninfeo monumentale emblematico dello stile tardo barocco probabilmente fatto realizzare dai Pallavicini quando subentrarono nella proprietà del palazzo nel secondo decennio del XVIII secolo, il ninfeo sfruttava la caduta delle acque provenienti dalla cisterna della retrostante collina di Castelletto. L’ opera fu progettata da Domenico Parodi ( Genova 16722-1742 )e realizzata da Francesco Biggi, nella foto un particolare della fonte superiore dove un genietto versa acqua da un’urna.

ninfeo palazzo lomellino in via nuova

parte inferiore del ninfeo con i due tritoni giganteschi che originariamente fungevano da cornice ad una scena ispirata ai miti greci: ” la caduta di Fetonte” gruppo scultoreo realizzato in stucco  che già nel 1875 risultava disperso e la cui attuale collocazione è ignota.

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