IL CUPOLONE PER LA SANTA DELLE DOMESTICHE

chiesa di santa zita

I Lucchesi, sin dal XII secolo avevano fondaci e botteghe alla foce del torrente Bisagno, avevano scelto Genova per tre ragioni, la prima perché sotto la protezione  del vessillo crociato della città potevano esercitare i loro commerci verso i porti del Mediterraneo orientale con relativa tranquillità, la seconda perché il porto di Genova era un vero e proprio crocevia di mercanti ed un posto dove chi voleva fare affari trovava terreno fertile e la terza, che essendo nemici giurati di Pisa  con la quale Lucca era perennemente in guerra ed essendo Pisa vista dai genovesi come un bruscolo nell’occhio, solo per questo fatto, i lucchesi erano considerati grandi amici di Genova.  Nella zona dove sorge la chiesa attualmente, sin dal XII secolo esisteva un piccolo tempio strutturato come un oratorio dove inizialmente si adorava “Il Volto Santo ” ed in un secondo tempo Santa Zita, una domestica lucchese salita all’onore degli altari per la sua vita tutta dedicata al  lavoro ed ad aiutare i poveri.  Zita visse a Lucca, nata nel 1218 a Monsagrati da una famiglia poverissima, fu mandata a servizio presso i nobili Fatinelli di Lucca  all’ età di 12 anni.  Nella casa di questa famiglia restò per tutta la vita, malvista e maltrattata da tutta la servitù perché le fu affidata la gestione della casa, ricambiò sempre il bene con il male. Il suo miracolo più suggestivo fu che avendo l’ abitudine di portare gli avanzi delle cene ai poveri fu denunciata per questo, fermata sull’uscio di casa le chiesero di mostrare cosa avesse nascosto nel grembiule dove solitamente portava pane e cibarie per i poveretti e queste si tramutarono miracolosamente in fiori. Antistante alla chiesa, era una piazza sempre intitolata a Santa Zita, dove esisteva un pozzo d’acqua sorgiva e diverse osterie e locande dal nome suggestivo quali: ” Il Cillo” ,”La Locanda dei Cipressi”  e  ” Al Cancello di Ferro”,  sulla piazza venivano celebrate le più importanti manifestazioni tra le quali la ” Fiera di Santa Zita”  che ancora ai nostri giorni viene fatta nel quartiere della Foce nella domenica più vicina  alla festa della santa,  è una fiera gastronomica destinata alla vendita di alimenti e di prodotti agricoli, di solito viene anche fatta una processione religiosa con i Cristi lignei organizzata dalla “Confraternita di Santa Zita” che ha sede nella chiesa omonima. Originariamente questa confraternita aveva una statua d’ argento rappresentante la santa, rubata o pardon sequestrata dai francesi durante la dominazione napoleonica ed un Cristo in legno intagliato e scolpito del Maragliano che si salvò perché sepolto sotto il pavimento della chiesa. Il tempio originale fu spazzato via da una delle innumerevoli piene del torrente Bisagno e solo alla fine del XIX secolo venne posata la prima pietra di quello che é oggi la chiesa di Santa Zita con il suo enorme cupolone dal diametro di oltre 31 metri. Al’ interno alcune pregevoli opere d’arte appartenenti alla chiesa primitiva quali ad esempio una statua di Anton Maria Maragliano che raffigura Santa Zita circondata da angioletti.

maragliano particolare

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