
Giovanni Benedetto Castiglione detto ” Il Grechetto ” ( Genova 1609 – 1695 ) fu forse l’ artista più interessante del secondo seicento genovese anche se percorrerà lunghi periodi della sua esistenza prima a Roma e poi a Mantova presso la corte dei Gonzaga. Questo grande maestro riuscì con la sua pittura a miscelare mirabilmente quanto acquisì dalla pittura fiamminga, da quella veneta, dal barocco del Bernini e del Poussin, sino ad inventare uno stile originalissimo che lo rende il più riconoscibile tra gli artisti della Genova barocca. Il primo periodo della sua avventura artistica, quello prettamente genovese per intenderci, fu contraddistinto dal’ influenza che su di lui ebbe Sinibaldo Scorza da Voltaggio grande pittore di paesaggio ed animalista, è il periodo in cui dipinse temi biblici, particolarmente i viaggi dei grandi patriarchi della storia d’ Israele, che gli consentirono di rappresentare animali diretti verso mete ideali accompagnati da un coacervo di utensileria domestica come pentole e vassoi in rame, corde, gabbie e vasellame la cui precisa descrizione trascende la sacralità del soggetto. In questo dipinto conservato al Museo Dell’ Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova in Piazza De Ferrari,viene mostrato l’ ingresso degli animali nell’ Arca di Noé, anche qui è costante un risultato di gran naturalezza, una specie di umanizzazione degli animali, altra sua caratteristica peculiare, ed un dinamismo impostato come se anche i fruitori dell’ opera fossero invitati a parteciparvi.

Lorenzo de Ferrari ( Genova 1680 – 1744 ) figlio di Gregorio, a nostro avviso,uno dei piu’ grandi se non il piu’ grande pittore della Genova barocca, fu allievo del padre che lo istrui’ attraverso lo studio dei maestri seicenteschi presenti nelle collezioni genovesi, il suo stile si avvicina a quello del padre influenzato pero’ dallo stile marattesco imperante a Roma che egli apprese in un suo soggiorno romano. la piu’ famosa delle sue imprese pittoriche e’ la grande decorazione della ” Galleria Dorata ” del palazzo Carrega Cataldi di via Garibaldi oggi sede della Camera di Commercio di Genova, con le storie di Enea mediate dall’ Eneide di Virgili, realizzata probabilmente con la collaborazione del ticinese Diego Carlone per l’esecuzione degli stucchi e terminata nel 1744. Nella foto Enea con l’ ulivo sacro, affresco della lunetta della testata est.






















































































































































