
In Piazza De Ferrari, ombelico della città di Genova, vi è una sontuosa dimora già appartenuta ai Doria e poi acquistata dai De Ferrari Galliera. Raffaele De Ferrari qui nacque nel 1803 e mai più avrebbe immaginato che la Piazza San Domenico, così si chiamava allora, sarebbe stata intitolata in suo onore, anzi per la verità nel 1828, sposato da poco con la marchesina diciottenne Maria Brignole Sale, esercitandosi in casa al tiro alla pistola accadde diciamo una ” disgrazia ” quando un servitore ebbe la malaugurata idea di attraversare la traiettoria del suo proiettile e ci restò secco. Dato l’ illustre e ricchissimo personaggio, tutto fu messo presto a tacere, la famiglia dell’ ucciso fu indennizzata e Raffaele se la cavò con tre mesi di domicilio coatto nella sua splendida villa di Voltri. Tuttavia, dato che le malelingue ne dicevano di tutti i colori, la coppia preferì trasferirsi a Parigi dove per le sue indubbie capacità Raffaele seppe accumulare una vera fortuna. Tornò a Genova superati i settant’ anni e senza batter ciglio offrì alla sua città la cifra allora spettacolare di 20.000.000 di lire in oro per la costruzione di grandi moli foranei ed insieme alla moglie si impegnò in tantissime opere di misericordia, così tante che i genovesi vollero a lui intitolare la piazza più bella della città.












Lorenzo de Ferrari ( Genova 1680 – 1744 ) figlio di Gregorio, a nostro avviso,uno dei piu’ grandi se non il piu’ grande pittore della Genova barocca, fu allievo del padre che lo istrui’ attraverso lo studio dei maestri seicenteschi presenti nelle collezioni genovesi, il suo stile si avvicina a quello del padre influenzato pero’ dallo stile marattesco imperante a Roma che egli apprese in un suo soggiorno romano. la piu’ famosa delle sue imprese pittoriche e’ la grande decorazione della ” Galleria Dorata ” del palazzo Carrega Cataldi di via Garibaldi oggi sede della Camera di Commercio di Genova, con le storie di Enea mediate dall’ Eneide di Virgili, realizzata probabilmente con la collaborazione del ticinese Diego Carlone per l’esecuzione degli stucchi e terminata nel 1744. Nella foto Enea con l’ ulivo sacro, affresco della lunetta della testata est.













































































































































