
Se giunti a Genova vi inoltrerete nei Giardini Baltimora, quelli che i genovesi chiamano “Giardini di Plastica ” , e da questo si capisce come siano stati da sempre considerati una “chiavica “, ad un certo punto vi troverete davanti ad un muretto infestato da erbacce sul quale é posta una malinconica targa marmorea quasi invisibile ai frettolosi passanti, su quella targa é scritto che il grande violinista Niccolò Paganini aveva casa lì in vico Gatta Mora, distrutta nel 1971 come tutto il quartiere di via Madre di Dio per far posto ai giardini ed ad un moderno complesso in ferrocemento. Ci voleva un Principe per onorare questo personaggio che diede lustro e fama alla nostra città, un violinista considerato anche oggi, all’inizio del terzo millennio, il più grande. Domenica 24 Ottobre 2021, il principe Pallavicino, presidente dell’omonima fondazione, il suo direttore artistico Vittorio Sgarbi ed il sindaco Bucci hanno inaugurato, innanzi all’ ingresso del Teatro Carlo Felice, una grande statua in bronzo dorato che lo rappresenta realizzata dallo scultore Livio Scarpella da Brescia. Lo Scarpella, prendendo spunto da un disegno di Jean Auguste Dominique Ingres che ritrae Paganini in posa statica, ha reinterpretato questa immagine dandole vita, il bronzo colpito dalla luce non è più semplice rappresentazione d’un eccelso violinista, ma, anche grazie allo studio fisiognomico e psicologico fatto dal Nostro, sembra divenire un tutt’uno con il suo strumento. Paganini suonò per l’ultima volta in questo teatro nel 1836, lo chiamarono violinista del Diavolo e lui non fece mai nulla per smentire queste dicerie ed anche in questa statua sul suo viso grifagno un qualcosa di diabolico si può scorgere ancora.































































stemma della famiglia Cambiaso posto sui pilastri che reggono il cancello d’entrata della villa .







Statua allegorica dell’ estate





































D. Del Pino – G.Piaggio veduta del Lazzaretto alla Foce dalle Mura della Strega 1818 ( incisione policroma )






































Copia del crocifisso miracoloso in legno intagliato e scolpito dipinto in policromia realizzato il secolo scorso e posizionata dove era l’ originale, nella cappella detta del Crocifisso.



































Nel centro storico di Genova, in via San Luca, venne costruita nel XII secolo una chiesa gentilizia dedicata a questo santo evangelista, l’ abside di questo tempio perduto nei caruggi è contraddistinto da veri e propri capolavori: la parete absidale fu affrescata dal pittore Domenico Piola ( Genova 1630-1702 ) e rappresenta San Luca che predica il Vangelo alle folle mostrando il ritratto della Madonna, questo perché, secondo la tradizione, San Luca fu il primo che ritrasse il viso della Madre di Dio, l’altare maggiore fu realizzato da Daniello Solaro nel 1698 con marmo bianco di Carrara, marmo rosso di Verona e giallo di Siena ed infine la statua dell’ Immacolata, in marmo bianco scolpito, fu realizzata all’inizio del XVIII secolo da Filippo Parodi ( Genova 1630 – 1702 ) uno dei più grandi interpreti della statuaria barocca a Genova che qui, quasi giunto al termine della sua esistenza, esprime il meglio della sua poetica riuscendo a mediare la forza espressiva del Bernini, suo primo maestro, con la delicatezza del Puget che l’ aveva fortemente influenzato negli otto anni in cui l’ artista marsigliese lavorò a Genova.


Euroflora 2011 palasport di Genova anno 2011




