
A Nervi (GE) in una serie di parchi d’ ispirazione romantica dal valore naturalistico inestimabile dove la flora mediterranea si sposa con piante tropicali ed esotiche è stata allestita quest’anno 2018 EUROFLORA. Nei parchi di Nervi palme d’ ogni tipo fanno compagnia a cedri ed araucarie ombreggiate da pini marittimi secolari e da ulivi, ombrosi viali contornano pittoresche scenografie in cui vasti prati degradanti verso le scogliere della costa fanno da cornice, mentre tra il verde intenso dell’ erba fa capolino come un’ apparizione l’ azzurro indaco del mare. In questa meraviglia naturale sono incastonati come pietre preziose il museo Luxoro a Capolungo, il museo d’ arte moderna e la collezione Frugone custodita nella villa Grimaldi che appartenne ai Fassio, prestigiosa famiglia di armatori genovesi che nell’ottavo decennio del secolo scorso fu coinvolta in un fallimento voluto da chi slealmente voleva sbarazzarsi definitivamente di una concorrenza ingombrante e pur depredati di tutti i loro averi i Fassio chiusero il fallimento in attivo. Proprio qui in quest’ angolo di paradiso è stata allestita Euroflora, che pur non avendo le caratteristiche spettacolari dell’edizione 2011 realizzata nel complesso del Palasport di Genova, si è comunque rivelata un grande successo di pubblico con oltre 200.000 biglietti venduti.
Euroflora 2011 palasport di Genova anno 2011



















Ritratto di Nicolò Paganini esposto nello spazio a lui dedicato a Palazzo Tursi nella Via Garibaldi di Genova.




















Particolare del volto della statua funeraria di Jacopo da Varagine
particolare dell’autunno di Francesco Da Ponte
























Azulejos (particolare)





































Valerio Castello ( 1624-1659) nato a Genova, figlio del pittore Bernardo Castello, non fu certamente influenzato dai modi di dipingere del padre che morì quand’egli aveva solo cinque anni, anzi la madre cercò d’ indirizzarlo verso gli studi letterari, molto presto però, a detta del Soprani, i suoi interessi si rivolsero verso l’ esercizio della pittura per la quale dimostrò sin da giovanissimo grande inclinazione. I suoi primi maestri furono il Fiasella e Gio. Andrea De Ferrari, ai quali però non può considerarsi debitore se non per la tecnica meccanica di preparare i colori e le tele, infatti nel panorama artistico culturale del tempo in cui visse, egli può ben essere considerato un attento autodidatta rivolto a cogliere ogni espressione artistica fuori dalla ristretta e provinciale area del genovesato. Perin del Vaga ed il Procaccini, poi la grande lezione di Rubens e Van Dick ed ancora il Correggio ed il Parmigianino, fecero maturare il suo genio libero ed indipendente che lo portò a realizzare nuove ed ardite soluzioni formali, quel gusto del non finito pieno d’ una sensualità non priva d’ un certo languore, un segno grafico spezzato e guizzante che rappresenta quasi una firma nelle sue opere. Valerio fu un artista dal tratto veloce, tanto che alcuni suoi contemporanei criticarono il suo disegno, a loro avviso poco corretto, quasi bozzettistico, non capendo che la sua sensibilità poetica lo portava a privilegiare la ritmica composizione dei volumi che non l’ ottica verità del particolare. Tutto ciò lo portò a creare uno stile nuovo e personalissimo che si staccò nettamente dalla cultura post-controriformistica della prima metà del XVII secolo, quasi un profeta pre-settecentesco e del gusto Barocco. Nei lavori di questo artista si riscontra una perfetta fusione tra scenografia ed azione, colmi di quel sentimento romantico che era insito nel suo animo, condizionato solo dalla sua libertà creatrice, libertà che lo portò a realizzare in un vertiginoso lirismo opere insigni che in un tumultuoso serpeggiare di linee curve e spezzate sfacevano i volumi per divenire simboli pittorici d’ una rappresentazione poeticamente illusoria. La morte lo colse alla giovane età di soli 35 anni, ucciso dalla grande pestilenza che alla metà del 1600 decimò la popolazione di Genova, nonostante ciò possiamo affermare che non solo nelle opere di Gregorio De Ferrari e di Alessandro Magnasco, ma in gran parte della produzione europea del XVIII secolo è riconoscibile l’ impronta di questo grande maestro genovese.
Antichità Burlando Via Roma 55 r Genova ( anno 1997)




















San Pietro di Rovereto si trova sull’antica strada romana che anticamente veniva percorsa dai pellegrini diretti a Roma, è un insediamento molto antico, vicino alla sua chiesa aveva anche un ospitale per dar ricovero ai viandanti, oggi la strada litoranea lo ha tagliato fuori dal traffico caotico della Riviera del Tigullio, ed è rimasto lì sulla cresta della collina con le sue case affrescate e la sua chiesa, sospeso sopra il suo splendido golfo, ignorato dai turisti che d’estate si spostano da una spiaggia all’altra di questo angolo di paradiso.
A pochi passi dalla stazione marittima di Genova è la casa reggia del principe Andrea Doria, qui,in una sala oggi adibita a camera da letto, detta sala di Paride per il grande riquadro del s






















Jan Van Huysum ( Amsterdam 1682 /1740 ) Natura morta in posa , olio su tela . Questo artista olandese si specializzò nella produzione di paesaggi arcadici e di nature morte floreali, la puntuale descrizione dei frutti in primo piano, dei fiori nonché del vaso in terracotta decorato con dei puttini e l’ attenzione per il particolare, sono propri della pittura nordica di questo genere, per molti anni considerato Minore dagli accademici. Questa tela, caratterizzata, da una raffinata gamma cromatica, fu realizzata nel primo quarto del XVIII secolo come del resto quella conservata nel Rijksmuseum di Amsterdam molto simile a questo bel dipinto visibile alla Galleria Nazionale di Palazzo Spinola di Piazza Pellicceria a Genova.





















Lorenzo de Ferrari ( Genova 1680 – 1744 ) figlio di Gregorio, a nostro avviso,uno dei piu’ grandi se non il piu’ grande pittore della Genova barocca, fu allievo del padre che lo istrui’ attraverso lo studio dei maestri seicenteschi presenti nelle collezioni genovesi, il suo stile si avvicina a quello del padre influenzato pero’ dallo stile marattesco imperante a Roma che egli apprese in un suo soggiorno romano. la piu’ famosa delle sue imprese pittoriche e’ la grande decorazione della ” Galleria Dorata ” del palazzo Carrega Cataldi di via Garibaldi oggi sede della Camera di Commercio di Genova, con le storie di Enea mediate dall’ Eneide di Virgili, realizzata probabilmente con la collaborazione del ticinese Diego Carlone per l’esecuzione degli stucchi e terminata nel 1744. Nella foto Enea con l’ ulivo sacro, affresco della lunetta della testata est.







